Seleziona una pagina

Messa per Santa Maria Maddalena, patrona di Port de Bonheur. Sono docciato. Capelli da Einstein. Pantaloni lunghi. Camicia verde militare. Imperdonabili maniche corte.

Elisaint oggi fa da buttadentro. Prende per mano i cristiani che arrivano. Li accompagna a una specifica panca, diversa per ognuno, ignoro con che criterio. Mi vede. Caccia un sorrisone.

Gente a festa. Canta un coro arrivato da fuori. Una ventina di elementi. Soprani in prevalenza, quattro sparuti bassi, dietro. Una chitarra elettrica sovramplificata, erratica. Il coro rischia di essere più numeroso dell’assemblea locale. Il tetto incompiuto, le finestre senza infissi, avidano brezza marina. Kyrie.

Lettera ai Galati. Mi giunge in braccio, ignaro, Tiko, il bimbo più bello del mondo. Addormentato. Gli scatto una foto. Alleluia. Marta e Maria. Due modalità religiose. Predica. Il prete Fanel la affida a un diacono. Il quale esibisce una capacità oratoria consumata. Tiko apre gli occhi, mi mette a fuoco, si illumina.

Preghiere. Offertorio. Primo giro della questua. Sanctus. Canone. Misteriosa trasformazione di ostie e vino da messa. Pater. Agnus. Non sum dignus. Comunione.

Avvisi finali. La madre di Tiko non si vede. Sono intrappolato. Il prete Fanel inizia a parlare di soldi. Legge da una lista: Ebens e signora, 250 gourde, Marceline, mille gourde, … L’intera comunità si trova esposta in piazza, con quello che ha dato, o non ha dato. Secondo giro di questua. David e signora, campioni di cattolicesimo, quasi vestiti da sposi, si piazzano davanti all’altare. Una coda porta altri soldi. Brevemente, si calcola il gettito. La voce cupa, il prete Fanel annuncia: abbiamo raccolto oggi solo diciassettemila gourde, non bastano per completare la chiesa! Il tono è cambiato. Parte il prete con una nuova lista, più lunga, di chissà quali altri donatori. Finché sento: Anouch duemila dollari. La nostra donazione è vecchia di un anno e mezzo, dove andrà a parare? Lo capisco presto. A quell’incipit il prete Fanel fa seguire una mezz’ora di invettive sul passato. Pronuncia alternato il nome Anouch e “gli americani”, mischiando espressioni di scherno, rabbia, amicizia, amore, rivalsa, chissà che altro, tutto in creolo. La gente si volta. Perché Annette ha avuto una casa così bella, è X no? La parola più ripetuta è ingiustizia. Quanto vorrei essermene andato prima!

Accanto a me, un haitiano molto elegante. Gli chiedo di tradurre.

  • Sta parlando di lei.
  • Da un quarto d’ora. Fin qui ci ero arrivato.
  • Dice che lei dovrà fare uno sforzo straordinario per consentire di finire la chiesa.

 

Finalmente la tirade finisce. Benedicat vobis. Liberi.

Chiacchiero all’ombra con Jean Paul. Il prete Fanel sopraggiunge, ancora con i paramenti. È preso dallo slancio del discorso. Mi guarda a metà fra un pollo lesso e un bancomat.

  • Anouch!
  • Mon frère!
  • Fanel, devi sempre usare la messa per fare discorsi che dividono?
  • Io! Gli altri, dividono. Io dico la verità!
  • No, Fanel. Tu alimenti la divisione.
  • Che avevi da dire sulla casa di Annette?
  • La casa di … è un’ingiustizia, Anouch. Tre stanze. Potevi farla meno bella, più piccola, fare altre case.

 

La casa di Annette, bellissima, sorge a qualche metro dalla nuova chiesa, incompiuta. Decisi di costruirla conoscendo le condizioni pericolanti della sua misera capanna, lei donna delle pulizie del prete, il giorno che seppi che era stata licenziata in tronco, non aveva più nullla.

 

  • Fanel, lo sai, come uno fa, qualcuno critica. Io faccio la casa di Annette, tu fai una chiesa nuova …
  • Ma non è giusto così!
  • Ho sentito che mi hai sfidato pubblicamente a costruire una casa a David. Ho capito bene?
  • Sì. È un atto di giustizia.
  • Ti voglio rassicurare, mon frère Fanel, la casa per David è già programmata, appena il budget lo consentirà. Però, per favore, se devi fare discorsi che dividono, durante la messa, puoi evitare di citare il mio nome?
  • Il tuo nome, sono libero di citarlo.
  • Fai come vuoi, Fanel.
  • Quanto ci dai per la chiesa?
  • Frère Fanel, mi conosci, è un discorso già fatto.
  • Non mi sembra tu abbia già detto la cifra.
  • Io sono sempre favorevole a ricostruire il tempio del Signore.
  • E dunque?
  • Il tempio del Signore sono anzitutto i più poveri. Man mano che avremo fondi, costruiremo case per chi non le ha.
  • Ma la chiesa?
  • La chiesa, non ti pare già bellissima?

 

Fanel capisce che non può vincere il confronto. In troppi ascoltano.

  • Ci presti il pick-up oggi pomeriggio per la processione della Santa?
  • Certo, mon frère. Le chiederemo insieme pace per questa comunità divisa.