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Come coltiviamo i nostri progetti: il nostro approccio

GasMuha è un’associazione italiana che si fa prossima degli ultimi della terra favorendo la nascita di speranza attraverso progetti di sviluppo dove finisce l’asfalto: nelle comunità in difficoltà non raggiunte da altre NGO.

Nata nel 2016 a Milano per iniziativa di Janusz Gawronski, imprenditore italiano e altri, raccoglie imprenditori, manager, docenti universitari e altre figure professionali, alle quali propone di attivarsi per aiutare alcuni fra gli ultimi della terra in condizioni di scandalosa povertà. Così con GasMuha siamo passati dall’insufficienza del vivere per i nostri bisogni, alla soddisfazione di fare quanto nelle nostre possibilità per portare speranza ad almeno qualcuno fra gli ultimi.

GasMuha prende il nome dal profugo ruandese Jean Chrisostome Gasinya Muhanyire, impareggiabile divertito commentatore delle cose umane, persona amatissima, amico fraterno dei fondatori, orfano di madre e di ogni membro della famiglia caduti sotto i machete, egli stesso a lungo torturato, vissuto nel segno della pulizia etnica, insieme amante della vita e da questa subito sconfitto.

 

Progetti in corso

Progetti ad oggi

I più poveri della terra 

Prevalentemente localizzati nella fascia tropicale, qualche miliardo di poveri ha subito o subirà sete, fame, insicurezza igienica e sanitaria, non ha accesso a educazione, espulsione dalla terra, attrazione verso e poi insediamento in bidonville invivibili, esposizione a inquinamento e violenza, sfruttamento, mancanza di lavoro adeguatamente retribuito, moderna schiavizzazione, impossibilità di soddisfare i bisogni primari di casa. Il povero è povero soprattutto perché non ha il controllo della propria vita, è oppresso dalle difficoltà più gravi, non è libero, non vede una strada per uscire dalla propria condizione. Al povero anzitutto manca la speranza nel futuro.

La via della speranza

Anche nella situazione più critica, il bisogno primario dell’essere umano è la ragionevole speranza di potersi costruire un domani una vita migliore. Questa speranza è particolarmente soddisfacente e motivante quando l’essere umano arriva a essere protagonista del proprio riscatto, prendere in mano il proprio futuro.

La nostra missione

La materia prima di GasMuha è la speranza. Speranza non è raggiungere condizioni di vita occidentali, è la ragionevole certezza che ogni giorno porterà una piccola soluzione in più. GasMuha si impegna per portare speranza a persone e comunità fra le più povere della terra attraverso progetti di empowerment e sviluppo.

Approccio

Janusz Gawronski ha intuito e sperimentato in prima persona che l’approccio più apprezzato dai poveri e il più efficace per aiutarli inizia vivendo fra loro. L’immersione fra loro è già in se un fatto inatteso. Produce comprensione, costruzione della fiducia, elaborazione di auto-consapevolezza della comunità, discernimento fra stimoli contrastanti (“ho bisogno di un cellulare”), identificazione dei veri problemi (acqua dolce, irrigazione, scuola etc.), formulazione di strategie di uscita dalla miseria. GasMuha agisce come facilitatore, progettista, fundraiser. Gli interventi di GasMuha sono localmente elaborati, decisi, realizzati in prima persona dai diretti interessati, i quali ottengono qualcosa ritenuto come importante.

Empowerment

Lo sviluppo umano è un processo di apprendimento. Infatti, anche quando tutto è distrutto, una popolazione può risollevarsi velocemente, un’altra neanche in cent’anni. La differenza la fanno il patrimonio funzionale collettivo e la consapevolezza di essere capaci di costruire il proprio futuro (empowerment).

Modelli di cooperazione

Cooperazione partecipativa

Ci corrisponde di offrire a chiunque, non solo alla comunità in miseria, quindi anche al volontario, al simpatizzante, al potenziale donatore, un’esperienza utile, importante, personalmente preziosa, a prescindere dal sostegno a GasMuha. Il fundraising spesso avviene come conseguenza di relazioni uno a uno con amici e simpatizzanti, vecchi e recenti, dalla condivisione dei problemi delle comunità che assistiamo. La nostra proposta utilizza i media per comunicare tranquilli contenuti. Non ci piace il ricatto emotivo. Nessun attore è funzionalizzato (ad es.: come potenziale donatore) per un fine che non lo consideri come essere umano nel bisogno di un’avventura importante.

Paternalismo assistenziale

GasMuha limita solo a situazioni emergenziali, dove si manifesta pericolo di sopravvivenza, la validità di modelli di assistenza nella forma di assistenzialismo unilaterale: il quale pensando di fare del bene distribuisce “doni” in cibo, fondi, etc., rischiando a volte l’effetto indesiderabile di umiliare le persone, impedire loro di rialzarsi con le proprie forze. L’assistenzialismo non limitato ai momenti di crisi svilisce l’essere umano perpetuando la dipendenza da donatori.

Collabora con noi

La nostra sensibilità ai più poveri, si è orientata ad operarci per gli altri, supportando concretamente i progetti di crescita promossi da Janusz Gawronski, ex manager italiano, il quale ha intuito che la povertà si affronta anzitutto andando a vivere fra gli ultimi, a casa loro, per un tempo sufficientemente lungo da consentire la crescita della comprensione, la nascita della fiducia, l’inizio di un ragionamento sulla propria condizione. Su come potrebbero costruirsi un futuro meno duro.

Fin qui abbiamo operato con risorse personali e donazioni private. GasMuHa non retribuisce in alcun modo i propri volontari. Questo permette di riservare quasi il 100% delle donazioni alle popolazioni supportate.

 

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